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ANATOCISMO SULLE CARTE DI CREDITO “REVOLVING” – SAPEVATE CHE POTETE RICHIEDERE IL RIMBORSO DEGLI INTERESSI INDEBITAMENTE APPLICATI DALLE SOCIETA’ FINANZIARIE?

Riscontriamo con diffusa frequenza l’applicazione nelle carte di credito del tipo “revolving”, ossia con rimborso rateale, del fenomeno della capitalizzazione periodica (quasi sempre mensile) degli interessi applicati, meglio conosciuto come “anatocismo”, con conseguenti (spesso esosi) indebiti applicati negli estratti conto inviati ai consumatori.

Questa pratica, apertamento in contrasto con la normativa vigente, può essere contrastata richiedendo la restituzione delle somme corrisposte in eccedenza proprio per effetto della illegittima capitalizzazione periodica degli interessi e la cessazione dell’anatocismo sulle rate successive.

POLIZZA ASSICURATIVA ASSOCIATA A PRESTITO PERSONALE: SAPEVATE CHE POTETE DARE DISDETTA?

Non tutti sanno che le polizze assicurative “facoltative” (così per lo meno definite in contratto) possono cessare di produrre effetto se il consumatore decide che non intende continuare ad avvalersene, con conseguente diritto al rimborso in tutto o in parte del premio versato o alla corrispondente riduzione delle rate del finanziamento.

Bisogna però distinguere:  per le polizza “vita” il recesso va comunicato necessariamente entro sessanta giorni dalla conclusione del contratto. In tal caso il costo della polizza va decurtato dalle rate a scadere o restituito al consumatore in unica soluzione.

Diverso è il caso delle polizze assicurative, abbinate ai finanziamenti, ma diverse da quelle “Vita” o “Infortuni”, per le quali invece il consumatore ha molto più tempo a disposizione per comunicare il recesso.

Invero con l’entrata in vigore,  il 15 agosto 2009, della Legge n. 99/2009, ai sensi dell’art. 1899 c.c. così modificato,  l’Assicuratore può proporre polizze di durata poliennale, a fronte di una riduzione del premio per il contraente rispetto alla polizza di durata annuale. Se lo sconto viene indicato in contratto, il consumatore potrà recedere dal contratto soltanto trascorso il quinto anno di copertura, dandone preavviso con almeno sessanta giorni dalla scadenza (il che significa che se il contratto ha una durata residua ancora abbastanza lunga – ad esempio dieci anni – il consumatore può comunque recuperare la metà del costo della polizza finanziato).

Se invece l’Assicuratore non esplicita o non applica lo sconto sulla tariffail contraente ha diritto di recesso  AD OGNI ANNUALITA’, fermo restando il preavviso dei 60 giorni, senza quindi dovere attendere la scadenza del quinquennio. 

Chi ha contratto un prestito personale con polizza assicurativa (che sono i casi più frequenti), e non ha (più) interesse a beneficiare della copertura assicurativa, può quindi valutare l’opportunità di comunicare il recesso nei termini sopra descritti.

LA POLIZZA ASSICURATIVA VA INCLUSA NEL TAEG – IRRILEVANZA DELLE ISTRUZIONI DELLA BANCA D’ITALIA

Si riporta una recente pronuncia del Tribunale di Reggio Emilia del 03 luglio 2015, con la quale si afferma l’importante principio per cui anche la polizza assicurativa, benchè facoltativa, va inclusa nel calcolo del TAEG, con ogni prevedibile conseguenza quanto a possibile usurarietà del prestito e/o nullità della clausola determinativa dello stesso TAEG, nel cui calcolo spesso le finanziarie escludono infatti proprio il costo delle polizze assicurative perchè opzionali.

Ricordiamo che in caso di accertata nullità del TAEG per le ragioni anzidette, il consumatore dovrà restituire il solo capitale ricevuto con l’applicazione del Tasso BOT (minino e massimo, rispettivamente per le operazioni attive e passive) relativo all’anno precedente quello di conclusione del contratto (notoriamente assai più favorevole per il consumatore di quello indicato in contratto).

Se poi il prestito fosse già stato integralmente estinto, il consumatore potrà richiedere in restituzione le somme in eccedenza corrisposte, dopo averlo ricalcolato alla stregua del criterio sopra indicato.


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